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sabato 27 ottobre 2012

Consigli di lettura: Destinazione Freetown


"Il fumetto è uno strumento estremamente utile per raccontare la realtà africana. Apre su un immaginario poco conosciuto attraverso una dimensione in cui il linguaggio, i segni, le parole diventano universali, in cui le barriere tra conosciuto e sconosciuto riescono a disciogliersi in un unità che il fumetto riesce magicamente a trasmettere." (Raul Pantaleo)

In “Destinazione Freetown“, nuovo graphic novel della casa editrice Becco Giallo, Khalid è il protagonista immaginario di un viaggio di ritorno al proprio Paese, la Sierra Leone. Coautori dell’opera sono Raul Pantaleo, architetto che ha partecipato alla costruzione di diversi ospedali d’eccellenza per Emergency, e l’illustratrice Marta Gerardi, entrambi membri del progetto collettivo Tamassociati.

È un opera delicata, capace di coniugare fiaba, poesia, humor e anche un determinante realismo. Se l’Italia rappresenta la sconfitta dell’antico sogno di Khalid, seguendo il suo percorso a ritroso esploriamo una terra affamata di futuro. Lo sfondo del viaggio di Khalid sono infatti gli ospedali di Emergency realizzati in Sudan, Repubblica Centrafricana e Sierra Leone, che abbiamo modo di esplorare nel corso del suo tragitto. Una testimonianza diretta, profonda e ironica di ciò che gli autori hanno visto della guerra, della miseria, della solidarietà, della tristezza e dell’immensa gioia del continente africano. Di un’Africa che è qui ora, immersa nel flusso della modernità, e ha fame di futuro. 

sabato 10 dicembre 2011

Consigli di lettura- Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini.



Stasera affrontiamo un’opera di singolare bellezza; un reportage che si legge come un romanzo, ma purtroppo del romanzo ne ha solo la lettura:
 
"Mi sono sempre chiesto cosa stia accadendo intorno a una persona nel momento in cui la sua mente decide di partire. Mesi o anni prima che il corpo si metta in viaggio o ne sia solo consapevole, quale sia il fatto, l' istante, il motivo per cui il ragionamento s' accorge che non restano alternative. Il punto di non ritorno in cui la testa comincia silenziosamente il percorso. L' affiorare delle intenzione segrete, delle ambizioni, delle decisioni già prese. Lo spartiacque. Muoversi o soccombere. E soccombere qui non significa necessariamente morire. C' è di peggio della morte. C' è una vita di stenti. Di elemosina. Di fatica a scaricare camion o a selezionare rifiuti nelle discariche e rivenderli per pochi spiccioli. C' è il pianto affamato dei figli più piccoli, tutti i giorni e tutte le notti. C' è l' immagine portata dai viaggiatori, dai giornali, dai radiocronisti dei programmi internazionali della BBC che rivela l' esistenza di un mondo ricco e irraggiungibile. C' è la sconfitta personale e intima davanti alle fidanzate, alle mogli, ai propri padri e davanti alle proprie ambizioni." (Fabrizio Gatti)

Ho voluto aprire il post con le meravigliose parole di Fabrizio Gatti, giornalista di grande valore e coraggio, che racconta (e vive) in prima persona il travagliato “viaggio della speranza” che ogni giorno migliaia di persone disperate affrontano. Viaggi che altro non rappresentano che moderne tratte degli schiavi.
Questo lavoro rappresenta il compendio di un’inchiesta durata anni, da quando Gatti era ancora al Corriere della sera. Lo definirei un vero e proprio “pugno nello stomaco” , che svela il velo di una realtà terrificante, che specula sul dolore di migliaia di individui. Un testo da far leggere a scuola, ma che tutti dovrebbero leggere, soprattutto chi tende a parlare della questione degli immigrati senza conoscere il reale sfruttamento che vi è dietro.
Un libro scomodo, dettagliato, illuminante, toccante, che illustra una storia vissuta in prima persona, raccontando la realtà senza dover scendere a compromessi.
Personalmente è una lettura che può cambiare l’esistenza.