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sabato 5 maggio 2012

Consigli di lettura: Cinquemila chilometri al secondo



Oggi voglio consigliare una splendida graphic novel: “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, edito da Coconino press nel 2010.

Fresca vincitrice della Fauve d’Or come Miglior Album al Festival Internazionale di Angoulême, Fior rappresenta il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti, sospesa tra il desiderio di fuga e la nostalgia delle proprie radici, emozioni ben espresse nel triangolo di rapporti che si instaura tra Piero, Lucia e il loro amico Nicola.

È questo l’aspetto che voglio sottolineare: una delicata storia sul Restare, sul Partire e sul Tornare, che molti della nostra generazione vivono ancora, nel silenzio e nell'indifferenza generale,senza la possibilità di una rielaborazione collettiva della propria esperienza. Chi ha riflettuto sulle proprie radici, chi le ha sentite forti e indissolubili e chi sa cosa significhi ricominciare da capo in un Paese che non ti apparterrà mai, non dimenticherà facilmente certi momenti di questo meraviglioso volume.
Il colore poi è magistrale. Non perché acquerellato, non perché “semplice”. Ma perché in ogni parte rende una “luce”: del luogo, della stagione, della memoria. Non cerca di rendere il colore degli oggetti in modo piatto, ma lo stato emotivo in cui i personaggi sono immersi. Praticamente, un richiamo all’espressionismo pittorico, che ha fatto riscoprire in Francia il gusto per l’uso dominante degli acquerelli e dell’abilità della messa in pittura dell’interiorità più intima dell’animo.

martedì 24 aprile 2012

Consigli di lettura- Io le pago


Ogni tanto capita di consultare gli scaffali di una libreria e di trovare una graphic novel praticamente vietata ai minori, un libro che farà discutere. Questo libro grafico è “Io le pago” di Chester Brown, edito da Coconino press.

È la confessione in forma di diario di un cliente abituale di prostitute: Chester Brown si mette in scena in prima persona senza sconti né omissioni o indulgenze.
Lasciato dalla fidanzata e reduce da ormai troppe delusioni amorose, il quarantene Chester decide di dire per sempre addio a rapporti di coppia e legami sentimentali stabili. Resta però il sesso, come desiderio e bisogno fisico da soddisfare: cosa fare, se non si ha la vocazione alla castità e, nello stesso momento, si è troppo timidi per cercare avventure da una notte? Semplice: si pagano le donne.
L’autore lo decide a mente fredda, in modo razionale. Stanzia il suo budget ed entra da cliente fisso nel mercato delle escort. Consulta annunci su giornali e siti web, confronta le “recensioni” di altri clienti, ci racconta e disegna in modo chiaro, ma mai volgare, la cronistoria dei suoi incontri e appuntamenti “a luci rosse”. Egli non nasconde nulla: anzi, difende il sesso a pagamento da un punto di vista etico e ideologico, invocando la completa depenalizzazione della prostituzione (causa di molti scontri dialettici con colleghi e amici).
Alla fine del racconto, in un vero saggio scritto in appendice, l’autore mette in fila e prova a confutare tutti i più comuni argomenti contro la prostituzione: per Chester Brown non si tratta di sfruttamento o mercificazione degradante del corpo, ma di libera e consapevole scelta di fare del sesso un “servizio” e un oggetto di mercato.

Indubbiamente, la conclusione della lettura non lascia indifferenti. Si potrà non aver cambiato idea sul sesso a pagamento, ma non c’è dubbio che l’autore ha sollevato un problema. 
 Il libro è stato salutato dagli elogi di artisti del calibro di Robert Crumb, Neil Gaiman e Alan Moore, oltre che di molte rappresentanti dei movimenti per i diritti delle prostitute e delle sex workers. Un’opera che suscita dibattiti e forti polemiche, in un’accesa discussione che è sicuramente destinata a proseguire.

giovedì 1 marzo 2012

Consigli di lettura- L'anello di re Salomone



Dopo settimane di assenza dal blog, ritorno con i “Consigli di lettura” presentando un libro a me molto caro, che ha guidato il mio personale percorso nel rapporto con la natura e i suoi esseri: “L’anello di re Salomone” di Konrad Lorenz.
Lorenz è universalmente considerato come il fondatore della moderna etologia scientifica, da lui stesso definita come “ricerca comparata sul comportamento”. I suoi studi trovano coronamento con l'assegnazione del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia, in merito alle sue ricerche sulle componenti innate del comportamento e in particolare sul fenomeno dell'imprinting nelle oche selvatiche. Pioniere dell'ambientalismo, Lorenz si è inoltre occupato anche di filosofia, specialmente di teoria della conoscenza, contribuendo alla fondazione dell'epistemologia evoluzionistica ed elaborando un'interpretazione biologica e filogenetica dell'apriorismo kantiano.
“L’anello di re Salomone” è stata la prima opera a renderlo noto tra gli scienziati e il grande pubblico. La scelta del titolo richiama la leggenda di re Salomone, possessore di un anello che gli permetteva di parlare con gli animali e capirne il linguaggio (la stessa leggenda narra che Salomone gettò via l'anello magico in un eccesso d'ira, dopo che un usignolo gli svelò che una delle sue 999 mogli amava un uomo più giovane). Il libro tratta del linguaggio degli animali e di come comunichino attraverso il loro comportamento; vi sono descritti anche gli esperimenti comportamentali che l'autore ha condotto durante i suoi studi su uccelli (in particolare taccole e oche selvatiche), mammiferi e pesci, descrivendone i procedimenti con meticolosità e precisione tanto da farlo riconoscere dal mondo scientifico odierno come il padre dell'etologia. In particolare l’autore riesce a provare attraverso i propri studi che gli animali superiori hanno coscienza e sentimenti.
Indubbiamente è un libro che ha contribuito alla storia del rapporto dell’uomo con gli animali, con un notevole contributo alla storia della scienza. È un saggio che mi appassiona ancora oggi, per la semplicità e la sublime chiarezza delle teorie e dei temi. Lorenz è un maestro, e come tutti i maestri ha sempre qualcosa da insegnare: infatti non si è solo davanti ad un grande scienziato, ma ad un grande uomo, che ha fatto dello studio degli animali la sua vita. Un libro che induce alla riflessione, soprattutto sui pregiudizi nei confronti del mondo animale, e che insegna a conoscere se stessi, attraverso il racconto di un autore che prende per mano il lettore e lo porta alla scoperta del perché dei comportamenti animali e quindi, in ultima analisi, dei nostri.

martedì 14 febbraio 2012

Consigli di lettura- Un uomo

Nel giorno di San Valentino, in un periodo in cui la grave crisi economica sta investendo con tutta la sua violenza le persone di ogni parte del globo, mi pregio di dedicare un mio pensiero all’opera che testimonia tutto l’amore di una grande autrice italiana: “Un uomo” di Oriana Fallaci.

Esso è il romanzo della vita di Alekos Panagulis, condannato a morte nel 1968, nella Grecia dei colonnelli, per l'attentato a Georgios Papadopulos, il militare a capo del regime. Segregato per cinque anni in un carcere dove subisce le più atroci torture, restituito brevemente alla libertà, conosce l'esilio, torna in patria quando la dittatura si sgretola, è eletto deputato in Parlamento e cerca inutilmente di dimostrare che gli stessi uomini della deposta Giunta continuano a occupare posizioni di potere. Perde la vita in un misterioso incidente d'auto nel 1976. Oriana Fallaci incontra Panagulis nel 1973 quando, graziato di una grazia che non aveva chiesto ma che il mondo intero reclamava per lui, esce dal carcere. I due si innamorano di un amore profondo, complice, battagliero. Lei lo affianca e ne condivide una lotta mai paga.

Ma chi e' "un uomo"? È quello perfetto, che unisce coraggio e forza, ideali e azione, amore per la donna e per l'umanità. L'uomo che forse ognuno vorrebbe incontrare. Oriana lo ha amato e mitizzato.
Quando si legge un suo libro non si può non restarne colpiti. In questa straordinaria testimonianza storia e mito si intrecciano e si inseguono in una opera degna di una vera, grande reporter che, in tale veste di testimone della Storia, della sua Storia, ci consegna un opera della quale non si potrà mai negare la sua poesia devastante ed il suo amore, feroce ed indomito, per la libertà.
La scrittura della Fallaci è diretta, cruda, ti mette di fronte all'immensità dell'amore e della crudeltà umana; se ne esce con il cuore spezzato, con una grande commozione, ma anche con un'immensa speranza: qualche volta, in questo oceano di orrore che è il mondo, qualche vero uomo nasce.

martedì 7 febbraio 2012

Consigli di lettura- Il grande male





Mi scuso con tutti per avere trascurato il blog, ma la terribile ondata di maltempo che ha investito la nostra Italia ha distolto i miei pensieri dalla scrittura ( e, ahimè, anche dai miei esami universitari rinviati a “non si sa quando”).
Comunque voglio rimettermi in carreggiata, e l’ho faccio con una delle poche belle novità che mi sono capitate in questi giorni: “Il grande male” di David B.

Scritto e illustrato da uno dei maestri della moderna graphic novel, David B. racconta la storia dolente della sua adolescenza, dei tormenti della famiglia alle prese con il grande male, l'epilessia, come veniva chiamata un tempo, che colpisce il fratello Jean-Christophe.

Romanzo grafico di grande fascino, l’autore esprime i suoi sentimenti e i suoi ricordi attraverso il linguaggio del fumetto, immerso tra sogno e realtà, in cui le crisi epilettiche di suo fratello vengono prese a metafora per raccontare la Storia degli uomini attraverso le loro guerre e battaglie, filtrate però dalla sensibilità e dallo sguardo dell'alter ego bambino dell'autore.
Le tavole in bianco e nero e i disegni inquietanti danno la giusta idea della paura e dei timori dell’autore; tavole caratterizzate da una complessa semplicità strutturale: suggestioni stilistiche mediorientali che incontrano le geometrie escheriane; richiami all'illustrazione Ottocentesca filtrata dal fumetto underground; aspetti di realismo magico che sfociano in una narrazione giornalistica; leggende, miti e fatti inquietanti che si materializzano avvolti in decise campiture nere che circondano gli attori dell’opere; a tal proposito, per descrivere l'arte di David B. si è correttamente parlato di "racconto esoterico".
Mi piace sottolineare il fatto che, nell’ultima opera di David. B tradotta in italiano (Babel), c'è una frase che racchiude in sé l'intero pensiero artistico dell'autore francese: “Le parole avevano fallito.”
Da questa incapacità di definire, mettere a fuoco verbalmente, trovare un senso, una ragione, una spiegazione ai quotidiani problemi della sua infanzia, David B. scopre nelle immagini il suo universo significante.

giovedì 26 gennaio 2012

Consigli di lettura- Norwegian Wood


Come avevo promesso a un’amica, ecco "Norwegian wood- Tokyo blues” di Murakami Haruki. Probabilmente uno dei più grandi successi letterari giapponesi, è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno sempre contraddistinto, per esplorare il mondo dei sentimenti e della solitudine.

Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.
 
Norwegian Wood è uno straordinario romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi. Scritto con la consueta abilità, gentilezza, coerenza, forza d'animo già ammirate in “Kafka sulla spiaggia”, il libro presenta anche dei personaggi bellissimi tra i quali cito Toru Watanabe, che presenta tratti davvero autentici: insicuro, leale, distaccato ma sensibile, riservato ma aperto al confronto, sobrio ma originale ("un tipo strano"), non un mediocre ma una figura che suscita stima; Midori invece è perfetta, sbarazzina e piena di ferite nascoste; Naoko è l'inadeguatezza di chi non sa vivere, la paura di affrontare qualunque cosa.
Un opera perfettamente  riuscita, che non leggi, la vivi: infatti ho camminato per le strade di Tokyo insieme ai personaggi, ho pranzato con loro, ho sentito gli stessi odori che sentivano loro, gli stessi sapori. Insomma, un libro che mi ha dato tanto e che consiglio.

mercoledì 25 gennaio 2012

Consigli di lettura- Al tempo di papà


È tempo dei “consigli di lettura”, e oggi presento uno dei più bei manga mai realizzati: “Al tempo di papà”, di Jiro Taniguchi.

Il ritorno al paese natio diventa l'occasione per un viaggio nel ricordo, nel racconto, lungo i binari che collegano il presente al passato. Ripercorrendo le strade della mente, il cuore si perde nelle emozioni del rapporto fra padre e figlio, nei molti silenzi, nelle molte incomprensioni. Tornare a Tottori significa per Yoichi confrontarsi forse per la prima volta con suo padre: un padre che il suo sguardo di bambino non aveva mai realmente colto.

In questo delicato racconto spicca l’ambiente famigliare, con i suoi silenzi, le ferite dei troppi non-detto, ma anche l'affetto, la dedizione, il senso di radicamento: attraverso la memoria un uomo ritrova la propria famiglia e se stesso, con tutte le implicazioni, sapendo che il tempo attenua le tensioni e accentua invece l'esigenza di non sentirsi soli, lontani da chi rappresenta una parte fondamentale di ciascuno di noi.
Jiro Taniguchi racconta una storia commovente, capace di regalare al lettore infinite emozioni. Immedesimarsi nel protagonista risulta naturale grazie allo stile del maestro giapponese: la storia, piena di silenzi e riflessioni, potrebbe essere la storia di ogni lettore. I disegni, sono puliti e ricchi di dettagli, le atmosfere nostalgiche. Un romanzo grafico psicologico, in cui comprendere come si rimane indissolubilmente legati alle proprie origini.

sabato 21 gennaio 2012

Consigli di lettura- 999: l'ultimo custode


Settembre 2009. Un misterioso plico viene recapitato a Guido de Mola da parte del nonno recentemente defunto e a lui pressoché ignoto. All'interno l'uomo trova una lettera e due manoscritti, uno moderno e uno molto antico, all'apparenza di fattura rinascimentale. Addentrandosi nella lettura dei due testi, de Mola scopre che la sua famiglia da secoli è depositaria di un segreto, straordinario e terribile, che riguarda il filosofo Giovanni Pico della Mirandola, le sue esoteriche e inusitate Tesi e l'origine delle tre grandi fedi monoteiste, la cristiana, l'ebraica e l'islamica. Dovrà essere proprio Guido, ora, a raccogliere il testimone che fu dei suoi avi, diventando così l'ultimo custode del mistero di Pico, un mistero legato alla morte del Conte di Mirandola, a quella del Poliziano, al Concilio di Efeso e alla persecuzione, da parte della Chiesa, di migliaia di donne accusate di stregoneria. Un segreto che, se rivelato, può mettere in discussione il mondo come lo conosciamo da duemila anni, da quando Paolo di Tarso, convertitosi all'allora minoritaria dottrina cristiana, con la propria opera contribuì a far sì che essa diventasse la religione maggiore dell'Occidente.


“999- L’ultimo custode” è stato un libro che ho letto quasi per caso, consigliatomi da mia sorella, rimasta totalmente entusiasta dalla lettura.
Ho visto che le recensioni sono tante, le più disparate: c'è chi lo ama e chi lo odia. Un chiaro segnale: è un libro che fa discutere. Forse è quello che l'autore voleva.
Personalmente, ho trovato questo romanzo storico sulla figura di Pico della Mirandola molto valido; infatti mi ha divertito e incuriosito. Non solo perché feconda la riflessione, sempre attuale, sul ruolo del sacro femminino e sulla persecuzione degli ebrei, delle “streghe” e degli eretici, ma anche perché, in riferimento alla recrudescenza del conflitto fra i monoteismi, il libro su Giovanni Pico della Mirandola ci indica, veicolandola sotto forma di romanzo storico, l’unica via d’uscita al ripetersi del disastro.
Ottima la ricostruzione storica, con descrizioni particolareggiate dei personaggi e degli eventi: credo vi sia stato un notevole lavoro in materia di approfondimento storico e di studio del personaggio. Inoltre ho davvero apprezzato il finale aperto alle riflessioni del lettore. Un libro che stimola alla riflessione e all’interesse storico; in una parola: consigliato!

lunedì 16 gennaio 2012

Consigli di lettura- Kafka sulla spiaggia






È stata una delle più intense esperienze di lettura che abbia mai fatto. Questa opera dello scrittore giapponese Murakami Haruki ti coinvolge talmente in profondità da entrare in un'altra dimensione,onirica e spirituale; questo è la trama:

Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Taka-matsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Diversi personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Òshima, l'androgino custode di una biblioteca; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. "Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo".

Premetto che non è un libro di facile interpretazione: l'autore infatti, addentrandosi nell'aspro terreno dell'ignoto, si è cimentato con i fantasmi della nostra coscienza.
Si riesce ad analizzare e scindere le metafore su tematiche quali la vita e la morte, il ricordo e l’oblio. Toccando le corde dalla psicanalisi di Jung e del procedimento onirico freudiano, Murakami introduce il lettore nel mondo dell’inconscio, dove l’assurdo, insinuandosi in situazioni in apparenza reali, segue un deciso percorso psichico.
Con strabiliante fantasia lo scrittore crea figure metaforiche che sfiorano l’inverosimile, situazioni irreali che ci portano in una dimensione dove l’immaginario vissuto nei sogni si confonde con la vita reale, lasciando il lettore a stabilire il confine. Una prosa bellissima, accattivante e valorizzata da un ottima traduzione: si legge e non si vorrebbe smettere mai. Un testo ricco di significante con una dimensione onirica estremamente sviluppata.  Un libro che vale la pena leggere, con pazienza e spirito filosofico per riuscire a comprenderlo appieno.

giovedì 12 gennaio 2012

Consigli di lettura- Contratto con Dio. La trilogia

“Non è forse ogni religione un contratto tra l'uomo... e Dio? Quindi, dopotutto, cosa ci chiede Hersh? Ci chiede di fornirgli un documento di riferimento... affinché egli possa vivere in armonia con Dio... e chi siamo noi per negarglielo?? “

“Cosa dobbiamo fare allora?”
"Mangiare, dormire, preservarci dal dolore e forse godere un po' di bellezza… e fare l'amore!"


Il significato della vita in tre bellissimi romanzi a fumetti, intelligenti e malinconici. Will Eisner torna tra i “Consigli di lettura”, e lo fa con tre capolavori.

"Un contratto con Dio", pubblicato originariamente nel 1978,  viene riproposto con "La forza della vita" e "Dropsie Avenue" in una trilogia . La storia che dà il titolo al volume si svolge, come le altre, in un caseggiato del Bronx, famoso quartiere di New York, al numero 55 di Dropsie Avenue, negli anni della Grande Depressione, e racconta la vicenda di un ebreo osservante che perde la fede in Dio quando sua figlia muore.
 
Umanamente considerato come il primo romanzo grafico, e anche il primo vero tentativo di portare le persone comuni, la loro vita, le loro passioni in un fumetto (almeno negli Stati Uniti).
L'autore decide di confrontarsi con la vita di tutti i giorni, quella delle strade e dei sobborghi, quella che sta alla base della società, affrontando la sfida con uno stile autorale, tipico delle migliori produzioni europee. Momenti della vita di gente comune, di immigrati di prima generazione, di culture e di abitudini diverse che prendono vita e forma nelle tante storie che compongono il volume. Dolore e sofferenza ma anche gioia e speranza si alternano tra le pagine. 
Disegnato in modo magnifico, Eisner, attingendo alla tradizione ebraica e ai ricordi della propria giovinezza a New York, compone una cronaca dell'esperienza di vita in America, fatta di umanità e pietà; dando voce al bene, al male e a quelle sfumature di grigio della quotidianità.

martedì 10 gennaio 2012

Consigli di lettura- L'ombra del vento



Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città.

Letto molti anni fa, ritengo questo romanzo il miglior lavoro di Zafon.
Egli, indubbiamente, sa scrivere: il suo stile, semplice ed accurato, umile ma pregno di tutti quegli aspetti che colorano la vita, conferisce un senso di autenticità ad ogni personaggio, situazione, ambiente che la sua penna abilmente descrive.
Zafon scrive di storie concrete, di vita vissuta e di fatti che sembrano strappati alla cronaca dell'epoca, permeando tutto di quella sottile ironia che inequivocabilmente da una solida marcia in più al romanzo, sostenendo il lettore in certi inevitabili momenti di stanca e rompendo amabilmente la tensione nei momenti cruciali. Con Zafon il piacere della lettura, che ha come oggetto il piacere per la lettura, non può che sortire effetti mimetici e probabilmente far innamorare, nel panorama di una inedita Barcellona tetra e misteriosa, altre anime nobili all’ombra di un buon libro, o magari all’Ombra del Vento.

mercoledì 4 gennaio 2012

Consigli di lettura- Fun home



Ho letto questa graphic novel 4 anni fa, e mi colpi immediatamente per la densa presenza di citazioni poetiche, letterarie e cinematografiche. 

Questa è la trama: Alison ha amato e temuto suo padre Bruce, un uomo enigmatico, distaccato, perfezionista. Gli altri membri della famiglia non sono da meno: a casa Bechdel la dedizione all'arte nelle sue varie espressioni, e il consolatorio appagamento che può offrire, hanno sostituito il calore e il nutrimento di una vera "casa". La distanza tra padre e figlia potrebbe finalmente dissolversi quando i due si confessano il segreto che li accomuna, l'omosessualità. Questo spiraglio verso una più profonda comunione, però, si richiude drasticamente: Bruce muore, forse per un tragico incidente o forse per un atto disperato. Alla figlia non resta che immergersi in un viaggio nella memoria, penoso e appassionato al tempo stesso, per ricomporre e rielaborare la propria storia e quella della sua famiglia.

La Bechdel ha la straordinaria capacità di raccontare il suo rapporto padre-figlia in maniera intensa, in un mix di situazioni commoventi e ironiche. L’attenzione del lettore è posta sulla tematica dell'omogenitorialità: i fatti sono essenziali, quanto circoscritti e ripetuti, ma tutto ruota intorno al tentativo dell'autrice di elaborare il lutto per la morte di un padre con cui poteva confrontarsi quale donna omosessuale a uomo omosessuale. Interessante è l'antagonismo simbolico gay-lesbica che qui slitta nel duo padre-figlia, ma anche lo sfondo socioculturale del racconto.
In mezzo a ciò, la tragedia di una famiglia americana non convenzionale, di alta cultura e creatività. Una famiglia che deve coprire un ruolo nella società ma che internamente è formata da elementi “autistici” (ognuno pensa a sé stesso, come da definizione dell’autrice che rende splendidamente l’idea in una vignetta). Una famiglia che non potrà che finire come il padre, che si autoeliminerà facendo sì che tutto sembri un incidente. Ma la vignetta che chiude è umanamente eccezionale, commovente, rivelatrice. Un opera da leggere e rileggere; in poche parole: il linguaggio del fumetto in tutta la sua potenza.

mercoledì 28 dicembre 2011

Consigli di lettura- Habibi



L'ho finito di leggere da poco e non ho parole. Dopo un capolavoro come Blankets era difficile superarsi. Thompson ci riesce, regalandoci una delle più straordinarie opere narrative degli ultimi venti anni. C'è tutto: la condizione umana, il peccato, la purezza, il tema preminente della schiavitù. Una storia d'amore potente, struggente e priva di qualsiasi sensazione di già sentito o già visto.

Reduce dal successo di Blankets, l’autore dell’Oregon firma opere che sono capolavori letterari veri e propri. 
Ispirato alla cultura,  alla calligrafia e alla mitologia islamica, Habibi (letteralmente “mio amato”) è una storia d’amore toccante tra due anime povere, alla ricerca di una libertà che solo un sentimento puro può donare. Dodola è una schiava bambina, donna e poi madre imprigionata in un mondo maschile e maschilista. Zam è invece un orfano che troverà  nella ragazza l’amore assoluto e impagabile della sua vita. Lei lo cresce col le storie della cultura e della mitologia islamica, belle e originariamente egualitarie, trasformate dalla malvagità degli uomini in pretesti per prevaricare o ferire. L’amore che unisce le due anime è travolgente e supera ogni avversità e ogni bruttura a cui i due sono sottoposti.

Con questo capolavoro della letteratura grafica Craig Thompson firma una storia capace di coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina e di avvolgerlo nelle atmosfere magiche, mistiche e crudelmente naturali della cultura araba.
Habibi oltre ad essere una splendida storia d’amore è un excursus in quel mondo a noi lontano, ma a cui le nostre radici ci legano indissolubilmente. Cristianesimo e islamismo trovano nelle storie narrate da Dodola un comune denominatore che è l’amore verso l’altro. La nostra parte del pianeta, considerata un primo mondo, si confronta qui con il terzo mondo, sconosciuto, affascinante, brutale e con cui prima o dopo dovremo fare i conti.

Sette anni di lavorazione, ispirazione, documentazione, crescita e maturazione sono serviti a Craig Thompson per partorire Habibi: è un lavoro di ricerca scrupoloso, con trovate grafiche geniali, un'intimità che instaura una condizione di comunione col lettore. Insomma, con tutta probabilità una delle più grandi graphic novel di tutti i tempi .
Una storia che difficilmente dimenticheremo per la sua rara bellezza.